La Valle del Lago (Monti Sibillini)

{jumi [php/flickr/getIcona.php][7068722475][5]} La valle del lago di Pilato è percorsa da numerosi itinerari di scialpinismo. Alcuni sono dei classici del gruppo altri, più impegnativi, vengono ripetuti più saltuariamente perchè non è facile trovare le giuste condizioni del manto nevoso. Lunga e incassata raccoglie tutte le valanghe che cadono dai pendii laterali e quindi va percorsa con neve ben assestata. la gita scialpinistica più conosciuta e ripetuta è la via normale al Vettore da Foce di Montemonaco passando per il lago di Pilato, seguono il Ghiaione sud e diversi altri che scendono dalle cime secondarie. Comunque nessun itinerario può essere classificato come facile a meno che non ci si fermi al lago; raggiungere la vetta del Vettore comporta il superamento delle "Roccette", un tratto ripido che spesso richiede l'uso dei ramponi, il Ghiaione sud presenta un tratto ripido che richiede una buona padronanza degli sci come pure tutto il versante ovest del Vettore. Sicuramente qui è possibile fare gite scialpinistiche di grande soddisfazione e ognuno può trovare pane per i suoi denti.

Qui diamo le indicazioni per le salite (e le discese) che si svolgono nella testata della valle e che raggiungono le due vette principali: il monte Vettore e la cima del Redentore. Il percorso è identico fino al lago di Pilato e le difficoltà sono abbastanza simili. L'escursione è lunga, si inizia da Foce di Montemonaco, a poco più di 1000 m, subito occorre risalire un ripido e scomodo canale ("le Svolte") quindi tutta la valle fino al lago di Pilato, sotto l'imponente bastione roccioso di Pizzo del Diavolo. Qui in molti terminano la gita e tornano sui loro passi ma, chi ambisce alla vetta, deve ancora percorrere un lungo tratto. Se ci si dirige verso la cima più alta dei monti Sibillini, il Vettore, prima bisogna superare "le Rocccette" poi un lungo pendio fino al rifugio Zilioli e per ultimo il tratto di cresta che termina sulla cima. Chi opta per il ghiaione Sud deve risalire tutto il ripido versante che in alto diventa più ripido. Anche qui un tratto di cresta finale permette di raggiungere la cima del Redentore solo di poco inferiore al monte Vettore. Il versante ovest invece richiede spesso l'uso dei ramponi già dal lago e permette di arrivare sula vetta in modo diretto.
In discesa, se si è fortunati, si può arrivare alla Piana della Gardosa senza mai togliere gli sci. A volte però nel tratto delle Roccette e in quello delle Svolte è necessario mettersi gli sci sullo zaino e proseguire a piedi. Ramponi e piccozza in queste gite sono obbligatori. Se la neve lo permette (cioè se sono già cadute le valanghe) è possibile scendere nel canalino a sinistra delle Svolte (faccia a valle) che normalmente a fine stagione è ancora innevato e permette di raggiungere più facilmente il Piano della Gardosa. Che dire: buon divertimento.

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Accesso

Raggiunta Foce (945 m) si continua (se possibile) sulla sterrata che prosegue oltre il paese. Dopo poco si è sul Piano della Gardosa e si parcheggia (1000 m circa).

Salita

Dal parcheggio (1000 m circa #), si oltrepassa il Piano e si giunge, spesso tra i resti di valanghe #, alla base delle "Svolte" #, una serie di ripidi tornanti che permettono di superare una fascia rocciosa #. Si risale questo non agevole tratto e si esce dal bosco in una zona pianeggiante (1400 m circa #). Da qui ci si tiene sempre sul fondo della valle # e si continua senza possibilità di errore per un lungo tratto composto da valloncelli e dossi, fino ad un'ultimo risalto che immette sul lago di Pilato (1950 m #), d'inverno completamente ricoperto dalla neve.

Monte Vettore per le Roccette

Dal lago si risale il versante di sinistra che diventa sempre più ripido e, dopo un lungo obliquo, raggiunge una breve ma insidiosa fascia rocciosa ("Le Roccette" #). Se la neve è buona la si supera con gli sci ai piedi e si raggiunge la conca dove termina il canale che scende direttamente dalla vetta, se c'è ghiaccio occorre risalire il pendio con i ramponi ai piedi. Un'alternativa per il superamento di questo tratto consiste nel percorrere l'aperto pendio sopra il lago e tagliare poi verso destra per riprendere il vallone, si tratta di un pendio con pendeza sostenuta e molto valangoso. Superato questo tratto si può seguire il canale fino in vetta oppure andare dritti sulla sella delle Ciaule (rifugio Ziliioli 2240 m) e percorrere la panoramica cresta che prima raggiunge la croce e poi la vetta (2476 m).

Monte Vettore per il versante ovest (relazione di Mario Diotallevi)

La salita del versante Ovest inizia sopra al Lago aggirando una fascia rocciosa a sinistra ed è il punto più ripido della gita con oltre 35°, superati questi 100 m si prosegue zigzagando sul largo versante con pendenza costante sotto i 30° fino alla cornice che spesso orla la vetta del Vettore.

Cima del Redentore per il Ghiaione Sud

Dal lago si costeggia la sponda destra e si inizia ad obliquare fino a portarsi sotto le rocce del Castello, la struttura rocciosa più meridionale di Pizzo del Diavolo. Si risale l'ampio vallone uscendo nel punto più basso e meno ripido della cresta del redentore. Da aui, verso destra, in breve si raggiunge la Cima del Redentore (2448 m).

Discesa

Tutte le discese si svolgono lungo l'itinerario di salita. Se le condizioni lo permettono è possibile evitare il tratto delle Svolte per il canalino di sinistra #.


tracciato foce monte vettore e cima del redentore

Dati tecnici

  • Dislivello: da 1400 a 1500 m circa
  • Sviluppo in salita: da 11 a 13 Km circa
  • Difficoltà: OS/OSA
  • Orario complessivo: 5.00/7.00 ore
  • Esposizione: per il Vettore Ovest, per il Redentore prevalentemente Est. La valle è esposta a Nord
Bibliografia
  • La Montagna Incantata Vol. 1 - Luca Mazzoleni
  • Scialpinismo sui Monti Sibillini - Giuliano Mainini, Pierfrancesco Renzi

Cartografia

    • Monti Sibillini 1:25.000 - SER
    • Atlante dei Monti Sibillini 1:25.000 - SER
    • Monti Sibillini 1:25.000 - Ed. Multigraph

Immagini (foto di Andrea Di Bello, Enrico Vallorani, Mario Diotallevi, Antonio Palermi

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