vedi flickr (www.flickr.com): Antonio Palermi Ci sono escursioni che si posizionano in una zona grigia; non possono essere qualificate salite alpinistiche ma indicarle semplicemente come escursionistiche sarebbe fuorviante. La via dei Laghetti al M. Prena è una di queste, un percorso prevalentemente escursionistico con passaggi alpinistici per cui se non si presta molta attenzione può riservare notevoli problemi.
L'itinerario si svolge quasi sempre sul fondo di un canale dove numerose cascatelle formano delle pozze di acqua trasparente (i laghetti), questi salti a volte possono essere aggirati sui lati, a volte vanno superati direttamente con passaggi alpinistici fino al III grado.

A parte la difficoltà alpinistica occorre fare molta attenzione alla roccia poiché a tratti è coperta di pietrisco e può essere scivolosa. Per questo la salita va affrontata con adeguata preparazione tecnica e materiale adeguato (imbraco, corda, ecc.). "I Laghetti" sono alimentati da acqua di fusione o dalle piogge quindi il periodo ideale per effettuare questa salita è tra fine primavera e inizio estate, poi "i laghetti" spesso spariscono e la salita può diventare monotona e, se fatta in piena estate, molto assolata.
La via è facilmente individuabile perché segnata abbondantemente con segni rosso-gialli, un po' vecchi ma ancora bene evidenti. Nel tratto finale, quando raggiunge il crinale l'itinerario si ricongiunge con la via Brancadoro. Questa salita è da evitare assolutamente con condizioni di tempo instabili perché può diventare una trappola mortale, il canale raccoglie tutta l'acqua del versante e basta poco per trasformare un innocuo rivolo d'acqua in un torrente impetuoso.
La discesa è per la via normale, lunga ma tranquilla ad eccezione del primo tratto, appena sotto la vetta, dove occorre scendere per un ripido canalino ghiaioso.

Accesso

Dalla statale di Campo Imperatore (SS 17 bis) occorre prendere la strada sterrata che inizia a circa 1 km dal trivio nei pressi del ristoro Mucciante. Questa sale verso la base del Monte Prena in direzione della ex miniera di bitume. La strada è molto sconnessa e qualche auto potrebbe avere problemi ad arrivare fino in fondo in tal caso occorre parcheggiare dove possibile. Si percorre tutto il tratto pianeggiante (circa 3 Km) e alla prima netta curva verso destra si parcheggia.

Salita

Dalla strada (1720 m circa), si scende sull'ampio canale di ghiaia sottostante # e si risale sull'altro versante dove si inizia a traversare senza mai perdere quota. Oltrepassato il crinale si intravede una traccia che sempre in piano giunge dove termina una strada sterrata (1727 m). Da qui si prende un sentiero che costeggia "La Canala" e, dopo aver aggirato un colle, giunge ad un piccolo casaletto (1810 m) #. Si continua in piano fiancheggiando il canale, dopo poco alcuni segni rosso-gialli e una targa indicano il bivio con la via Cieri; si continua ancora a traversare fino ad entrare nel canale che piega decisamente a sinistra.
Si inizia a salire per massi sul fondo del canale, qui ancora largo,# fino a raggiungere un primo salto in una strettoia (lo si supera meglio tenendosi sulla sinistra),# poi il canale si allarga e si prosegue facilmente fino ad una seconda strettoia #. Segue un bel tratto sul fondo roccioso della forra dove occorre superare diversi saltini (pass. di III). Altro tratto senza difficoltà quindi un ultimo risalto roccioso (2200 m circa) permette di accedere alla parte superiore del canale dove le difficoltà terminano. Poco oltre il vallone piega verso destra e, sempre tenendosi sul fondo # si risale questo tratto abbastanza noioso fino a sbucare sul crinale (forcellino) dove ci si congiunge alla via Brancadoro che sale da destra (2380 m circa). Da qui il percorso cambia registro, da incassato e angusto diventa aereo e segue l'ampio crinale che punta dritto alla cima #. La traccia, non sempre netta (terreno prevalentemente pietroso), supera brevi saltini aggirandoli, fino ad uscire in vetta (2561 m, 3 ore)

Discesa

Dalla cima si segue per pochissimo la cresta est quindi si scende (sinistra) in un canalino detritico molto scomodo che immette in un vallone più ampio ma sempre molto malagevole per via del fondo sconnesso #. Al termine del canalone si piega verso destra e si raggiunge un piccolo pianoro (poco prima bivio con il sentiero per il Piano d'Ambruna). Da qui (2369 m) si scende un secondo ripido costone e ci si porta con un breve traverso sul largo crinale che unisce il M. Prena al M. Camicia. Con lievi saliscendi # si continua per la cresta fino al Vado di Ferruccio (tabella segnaletica, 2233 m). Si devia nettamente verso destra e si prende il sentiero che attraversa con un lunghissimo diagonale i vasti pratoni del Ferruccio #. Dopo un fosso (Fornaca) si risale qualche metro quindi si continua lungamente a scendere per prati fino a raggiungere la strada (1745 m) che in breve, verso destra, ci riporta al punto di partenza (1.45).



Dati tecnici

  • Dislivello: 1000 m circa
  • Difficoltà: EE - passaggi di III
  • Orario complessivo: 5/6 ore
  • Sviluppo: 10 Km circa
  • Segnatetica: segni rosso-gialli
Bibliografia
  • gran Sasso - le più belle escursioni (SER)
Cartografia
  • Gran Sasso 1:25.000 - CAI L'Aquila
  • Gran Sasso 1:25.000 - Ed. SER
  • Gran Sasso 1:25.000 - Ed. Il Lupo

Immagini

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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