Un collegamento di varianti per una delle vie più belle di Pizzo del Diavolo. Collegando 4 varianti + l'ultimo tratto dello Spigolo Bafile viene fuori una via omogenea come grado e bellezza. Lunga, molto bella, roccia da buona a ottima,  difficoltà medio-alte.

Informazioni

La via/variante Gigliotti-Marchini allo Spigolo Bafile è sempre stata una bella via, di contro aveva 90 metri iniziali di Camino Meridionale di II e III con roccia non prorpio ottima.
Per ovviare a ciò si può fare la variante Cantalamessa-Pagnini per un tiro (50m) e quindi una successiva variante (non conosco gli apritori) per altri 45m.

Dopo la Gigliotti-Marchini si può fare la nuova variante aperta da Daniele e Guido che supera lo strapiombo iniziale a sinistra e quindi finire con gli ultimi tiri dello Spigolo.

Il risultato è una signora via, difficoltà sempre sul V/V+, la roccia tra le migliori del gruppo, soste attrezzate, scalata abbastanza varia. Sicuramente una 5 stelle.

via Gigliotti-Marchini

L'attacco della via è in corrispondenza di una sosta (spit + clessidra), sulla parete destra del Camino Meridionale, dopo circa 90 m.

Per la netta fessura si sale dritti fino a dove le difficoltà diminuiscono (circa 15 m, V+, 1ch.). Qui si traversa verso sinistra, puntando ad un breve e basso canalino che si risale sul lato di sinistra fino ad una sosta con 2 ch. (S1: 45 m, V+, 1 ch.).

Dritti alla sosta, poi un metro a destra a prendere, dopo un breve tratto di placca (V, 2 ch.) una netta e larga fessura (V, 4 ch.) che termina sotto grossi strapiombi (sfasciumi). Per la facile cengia erbosa ci si porta 5 metri a destra ad una sosta su 2 ch. (S2: 35 m, V, 6 ch.).

Per la facile cengia si traversa verso destra (ch.) per una decina di metri fino a prendere una fessura verticale prima di una concavità. Si sale puntando ad una grotta (ch.) che si aggira sulla destra. Per placche fessurate, prima leggermente verso destra, poi nettamente a sinistra su placca (clessidre) ed infine ancora verso destra (ch.) ci si porta proprio sul filo dello spigolo; sosta con 2 ch. (S3: 45 m, V, 3 ch.).

Dalla sosta prima salire dritti e quindi obliquare verso destra per placche levigate (IV, ch.). Con difficoltà minori (III) si salgono le placche soprastanti fino ad una grotta (ch.) che si aggira sulla destra. Sempre per placca si giunge alla cengia erbosa, dove 5 metri a destra c'è la sosta (2 ch.) dello Spigolo Bafile (S4: 45m IV, 2ch.).

Discesa

Dalla sosta dello Spigolo Bafile, se non si vuole proseguire, con una doppia di 50 metri si supera prima un forcellino (20 m) e quindi il canale alla sua sinistra (orografica) fino ad una grotta sulla destra (ometto). Si prosegue a piedi traversando proprio sotto le pareti della parete nord fino ad una cresta erbosa (ometti). Per questa si scende dritti fino a quando non si fa troppo ripida; qui si rientra a destra nel canale ghiaioso. Poco oltre si supera una breve strettoia (sul lato sinistro) e alla base si incrocia una traccia di sentiero (verso destra conduce al Colletto del Gran Gendarme). Continuare verso sinistra, traversando fino a raggiungere un ghiaione che costeggia dei salti rocciosi. Per questo fino alla base della parete dove in piano, in breve si torna alla Grotta Bivacco.

Relazione tratta dalla guida CAI (Alesi, Calibani) del 1983

  • 1a Salita: P. Gigliotti, M. Marchini - luglio 1982
  • Dislivello: m 160
  • Difficoltà: TD, 1 pass. V+
  • Tempo: ore 2.30

Per la posizione in cui si situa, questa via avrebbe dovuto essere considerata una variante di raccordo tra Camino Meridionale e spigolo Bafile. Mala solidità della roccia, la difficoltà e la bellezza dell'arrampicata, le attribuiscono caratteristiche del tutto autonome. Consigliabile l'abbinamento con la variante 2.1 7a e, naturalmente, la via Bafile. Ne risulta indubbiamente la più bella arrampicata dei M. Sibillini.

Descrizione

La via attacca dal Camino Meridionale (it. 2.17). A circa 90 m dalla base, quando sul fondo del canale, sopra un masso incastrato, inizia la ghiaia, è facilmente riconoscibile, sulla parete di sn., una fessura verticale. Attaccare la fessura e risalirla su difficoltà sostenute fino alla sua fine (15 m. IV, V, 1 pass. V+ all'uscita). Traversare facilmente a sn., obliquando per rampette erbose fin quasi allo spigolo (25 m, 1 ch. alla sosta). Ora a ds. Iievemente, su paretina, fino ad un liscio scivolo che si impenna (la Conchiglia), alla base di una fessura contrassegnata da chiodi in alto (5 m, IV). Di slancio, utilizzando un appiglio alto, si arriva al 1° chiodo (1 pass. A0). Proseguire sulla fessura fino ad uscirne sul terrazzo erboso sovrastante (20 m, V sosta.). Il terrazzo è sovrastato da un sistema di grotte su strapiombi. Spostarsi a ds. delle stesse e risalire una fessura articolata (10 m. IV, 1 ch. alla fine, a sn.), poi traversare 5 m a ds., alla base di una fessura con caratteristica clessidra gialla. Su per essa 15 m (V- all'inizio, poi IV) fino ad un terrazzino erboso sulla sn.. Ora lo spigolo si corica (a sn. caratteristico arco di roccia), ma si fa arrotondato e liscio. Continuare tenendosi a ds. di evidenti grandi concavità (1 pass. A0, V), poi su roccia più rotta e verticale (1 pass. V). Ora verso ds. e poi decisamente a sn. per saltini erbosi che portano ad un grande terrazzo sovrastato a sn. da grandi strapiombi, proprio sul filo dello spigolo (pass. IV). Qui 5 m a ds. dello spigolo si raggiunge la fessura della via Bafile (it. 2.II).


via Camino Meridionale

Relazione tratta dalla guida CAI (Alesi, Calibani) del 1983

  • 1a Salita: A. e G. Maurizi, E. De Simone - 9.9.1934
  • 1a Invernale: E. Costantini, G. Del Campo - 11.2.1964
  • Dislivello: m 130
  • Difficoltà: AD, pass. III+
  • Tempo: ore 1

Molto ripetuta, questa via risale il camino che separa il Gran Gendarme dalla parete di Pizzo del Diavolo. Facile, la roccia è buona sulle difficoltà.

Descrizione

Attacco alla base del camino. Si risalgono i primi 40 m in arrampicata verticale ed esposta (III, pass. III +). Si prosegue nel camino, tenendosi preferibilmente a ds., fin quando questo si fa più aperto ed inclinato (30 m, III-, 1 pass. III +). Ora ci si tiene ancora sulla solida roccia di ds. per evitare il fondo ghiaioso del canale e si giunge all'intaglio formato dalla Testa del Gran Gendarme con lo spigolo del Pizzo del Diavolo (80 m, Il). Da qui, a ds., è rapidamente raggiungibile il ripiano della Testa.

2.17a: variante

    • T. Cantalamessa, S. Pagnini - 1973
    • Difficoltà: D, pass. IV+
    • Tempo: ore 0.40
    • Sviluppo: m 75

Arrampicata tecnica e divertente, che si svolge sul versante E del Gran Gendarme, a sn. delle strapiombanti e lisce placconate. I chiodi attualmente esistenti sono dovuti a successive ripetizioni.

Descrizione

Circa 20 m a ds. del camino, attaccare a ds. di un corto caminetto, su un sistema di diedrini e fessure. Salire obliquando lievemente a sn. con elegante arrampiacata e poi continuare su saltini e cengette (40 m, IV, pass. IV+, 2 ch.). Ora lievemente a ds. e poi dritti, per paretine fin dove la parete si corica e, alla base dl uno strapiombetto friabile, si traversa a sn. per entrare nel Camino Meridionale, circa 30 m prima dell'inizio del fondo ghiaioso (35 m, III +, pass. IV).

Relazione tratta dalla guida GAP del 1968

  • Alt. m. 130
  • ore 1
  • Medie difficoltà
  • A. e G. Maurizi - E. De Simone (CAI Aquila), 9 settembre 1934

La via si svolge nel camino che separa nettamente il Gran Gendarme dalla parete est del Pizzo del Diavolo. Nel risalirlo ci si tiene sulla sua parete d.
Su per 40 m. verticali ed esposti, al primo punto di sosta (III, passo III sup.). Si prosegue nel camino più inclinato (30 m. Ili inf., un passo III sup. quindi la via diventa un facile canale dal fondo ghiaioso che si risale però comodamente sul solido bordo di d. fino all’intaglio che la Testa del Gran Gendarme forma con la parete del Pizzo del Diavolo (80 m. II). Da qui facilmente in vetta.

Via divertente, interessante nella prima parte. La roccia è quasi sempre buona.

Discesa: tenendosi sulla parete Nord del Pizzo del Diavolo traversare sino alla Conca e scendere ad una grande cengia erbosa che porta ai ghiaioni di base.

Relazione tratta dalla guida CAI-TCI

  • 1 ora;
  • III gr.
  • (1a sal. A. e G. Maurizi, E. De Simone, il 9 settembre 1934).

Si attacca alla base del camino che separa nettamente il gendarme dalla parete E del Pizzo del Diavolo, e per la branca d. del camino stesso si sale fino ad un terrazzo a circa 40 m dall’attacco. Superata una breve parete e una fessura con roccia friabile, incastrando la spalla sin., si continua poi per circa 20 m nel camino con diminuita pendenza. Si segue un’altra breve parete, poi nuovamente si procede nel fondo del camino in un punto molto povero di appigli. Di qui, per il camino più lungo e facile, si giunge ad un intaglio, dal quale in pochi min. si raggiunge la vetta (v. schizzo a pag. 79).


Spiglol Bafile

Relazione tratta dalla guida CAI (Alesi, Calibani) del 1983

  • Aperta da: T. Cantalamessa, S. Pagnini -1973
  • Sviluppo: m 75
  • Difficoltà: D, pass. IV+
  • Tempo: ore 0.40

Arrampicata tecnica e divertente, che si svolge sul versante E del Gran Gendarme, a sn. delle strapiombanti e lisce placconate. I chiodi attualmente esistenti sono dovuti a successive ripetizioni.

Descrizione

Circa 20 m a ds. del camino, attaccare a ds. di un corto caminetto, su un sistema di diedrini e fessure. Salire obliquando lievemente a sn. con elegante arrampiacata e poi continuare su saltini e cengette (40 m, IV, pass. IV+, 2 ch.). Ora lievemente a ds. e poi dritti, per paretine fin dove la parete si corica e, alla base dl uno strapiombetto friabile, si traversa a sn. per entrare nel Camino Meridionale, circa 30 m prima dell'inizio del fondo ghiaioso (35 m, lll +, pass. IV).

Relazione tratta dalla guida GAP

  • Alt. m. 300
  • ore 3
  • Medie difficoltà (un pass. lV sup.)
  • A. Bafile - D. d’Armi - A. Maurizi (CAI Aquila e Macerata) 15 agosto 1947
  • (Tav. VVI, VII e IX)

La via supera i due salti superiori dello spigolo seguendone quasi fedelmente il filo. Dall’intaglio tra la Testa del Gran Gendarme e la parete del Pizzo del Diavolo (l’intaglio si può raggiungere o per la parete Nord del Pizzo del Diavolo - elementare - o seguendo gli itinerari 27, 28, 29, 30) si traversa verso sin. per 20 m. circa e si entra in un largo canale che si risale fino a una forcella (60 m., II e III). La forcella si può raggiungere anche dalla parete Nord per un canale obliquo che sale da sopra la Conca (26a nella Tav. IX).

Si sale, obliquando leggermente verso destra, ad una grotta dal fondo erboso (40 m. II, passo III). Si prosegue quindi traversando alcuni metri a sin. per salire poi dritti ad un terrazzino sullo spigolo (15 m. III, passo III sup.). Si risale alla sua destra una fessura obliqua (5 m. un passo IV sup., ch. abbandonato) superata la quale si va su dritti per circa 10 m. (III sup. fino ad un punto di sosta sotto lo spigolo. Seguendo poi, in bellissima arrampicata, l’esposto filo dello spigolo che si assottiglia (30 m. III), si giunge ad un terrazzo sotto un basso torrione solcato da una fessura. Lo si supera traversando qualche metro a sin. e risalendo per rocce friabili (15 m. passo di III. Si può anche salire per la fessura, 5 m. IV sup.).

Ampio spiazzo (fine del 2° salto dello spigolo) di fronte al quale s’innalza l’ultimo torrione, alto una quarantina di metri. Per superarlo si scende all’intaglio donde si traversa 3 m. a sin. per risalire un caminetto cui segue una rampa che adduce ad un punto di sosta affacciato su di un canale (30 m. III, passo III sup.). Da qui per un diedro articolato (15 m. III, passo III sup.) ci si porta sopra il torrione. Lo spigolo si corica. notevolmente e diventa facile; seguendolo per circa 150 m. si giunge facilmente all’antecima e quindi in vetta (pass. di Il).

Via molto bella ed interessante che offre in alcuni tratti un’aerea arrampicata. L’ambiente è suggestivo e la roccia è quasi ovunque buona e solida. E’ consigliabile abbinare questa salita con quella della Direttissima al Colletto del Gran Gendarme; l’unione dei due itinerari permette la salita integrale dello spigolo Nord-Est, che è la più lunga arrampicata del Pizzo del Diavolo (disl. m. 450) e certamente una delle più suggestive.

Relazione tratta dalla guida CAI-TCI

per lo spigolo Nord-Est,
ore 3; 40 gr. (1a sal. A. Bafile, D. D’Armi e A. Maurizi il 15 agosto 1947; Riv. Mens. 1953, 157).
Arrampicata grandiosa su roccia espostissima. Attacco all’intaglio posto fra il Gran Gendarme e lo spigolo propriamente detto.

Si supera faticosamente un’esile fessura a strapiombo, visibile anche dal Gran Gendarme (chiodo). Al termine di questa, si traversa verso E in direzione di un piccolo arco di roccia formato dall’appoggio di una lastra allo spigolo. Per liscie placche verticali si raggiunge un terrazzo sopra al quale s’innalza una cuspide panciuta, fasciata tutto intorno da uno strapiombo giallo (fine del primo salto).
Si supera lo strapiombo giallo per una fessura che si trova immediatamente a d. di chi sale (molto difficile), quindi si ritorna subito sullo spigolo ove ci si arrampica su placche e salti, sfruttando esili fessure. Si arriva così ad un piccolo terrazzo, sul quale s’innalza un basso torrione, che si supera con traversata verso d. (espostissimo). Si continua poi rapidamente, verso un ampio terrazzo (fine del secondo salto). Sempre sullo spigolo ci si arrampica nuovamente su ottima roccia, per altri 50 m, dopo di che si guadagna agevolmente la vetta.


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