La via più diretta della parete. Si tratta di una via aperta da Maurizio Calibani e Claudio Perini nel 1959. Sale nella parte centrale della parete e sbuca proprio in cima a Pizzo del Diavolo. Lunga ma non molto difficile (max IV) sfrutta una lunga serie di fessure e camini che, obliquando leggermente verso sinistra, salgono nel cuore della parete.

Informazioni

Premessa: a Pizzo del Diavolo, dove i gradi sono più "facili" (II, III, IV) quasi sempre la roccia non è ottima (eufemismo). La via Centrale ha gradi di II, III e IV.

Aperta nel '59 questo itinerario predilige camini, fessure larghe e diedri. Richiede molta attenzione, non al grado ovviamente, ma al terreno, spesso infatti occorre risalire fessure e paretine dove la roccia non è il massimo.

Sia chiaro, niente di particolare, è così in quasi tutto Pizzo del Diavolo.


Relazione

Si attacca proprio nel fondo del canale che delimita a sinistra il "fiasco".

  1. Risalire il canale (I - II) per circa 30m poi obliquare a sinistra per placche fessurate (III) fino ad una sosta con 2 chiodi (S1: 55m, III)
  2. Traversare a sinistra per alcuni metri (ch.) fino ad un netto diedro (III, ch.) puntare verso destra (III+) al netto camino sovrastante, sosta su chiodo e spit (S2: 2ch. III+)
  3. Risalire il camino (roccia buona, IV+, 2 ch.), poi una facile rampa erbosa fino ad una sosta su 2 chiodi (S3: 30m, 2ch. IV+)
  4. Puntare al successivo camino con grossa lama incastrata, superarlo a destra (IV) e risalire le successive rampe tenendosi a sinistra di una zona erbosa, sosta su spuntone (S4: 55m, IV)
  5. Salire ancora qualche metro (III) poi aggirare a destra un pilastro (IV) e quindi dritti per fessure e diedri fino ad un forcellino (ometto) con sosta con 2 chiodi (S5: 55m, IV)
  6. Dritti per placche fessurate poi seguire l'andamento obliquo (verso sinistra) delle rampe, sosta su spuntoni (S6: 55m, II+)
  7. Leggermente verso sinistra sempre per rampe con roccia non proprio ottima ma su facili difficoltà, sosta su clessidra (S7: 65m II+)
  8. Obliquare ancora lievemente a sinistra poi dritti per facili roccette in vetta (140 m, I e II)

Relazione tratta dalla guida CAI (Alesi, Calibani) del 1983

  • 1a Salita: M. Calibani, C. Perini - 16.7.1959
  • Dislivello: m 380
  • Difficoltà: AD+, pass. IV
  • Tempo: ore 3.30

A sinistra degli strapiombi che delimitano in alto il Fiasco vi sono due camini percorribili. Il primo è quello della Florio-Calibani, il secondo, più facile, è risalito dalla via Centrale. Stesso ambiente, stessa solidità della roccia nella prima parte, ma meno impegnativa.

Descrizione: la via attacca sul canale delimitante, a sn. il Fiasco. Salire per il canale 30 m (Il), e poi abbandonarlo per portarsi in parete a sn. (20 m, IV). Ancora a sn. pochi m fino a prendere un canale che conduce ad una cengia (25 m, Ill, Il). Alla cengia si può giungere anche risalendo il canale iniziale per circa 50 m, e traversando su placche a sn. per 15 m (111). Continuare per un diedro-camino di 40 m (lll +) che termina sotto un camino verticale con lama sul fondo. Lo si risale (10 m, IV) pervenendo ad una zona più coricata dalla quale, a sn. si potrebbe uscire sulle minori difficoltà della via del Camino (it. 2.24) in corrispondenza del termine della Canna. Su facilmente 15 m, poi per un camino sbarrato da un masso dal quale si esce a ds. (10 m, lll + e IV). Più facilmente per 40 m fino ad una forcella (Ill). Traversare 2 m a ds. superando poi 2 diedri di 25 m ognuno (111+, con pass. IV-), poi facilmente verso ds. in direzione di uno spiazzo erboso, cui segue un canale (20 m, facile) Di qui o si supera il successivo camino, sbarrato a metà da un masso (10 m, 1 pass IV) ed un altro camino (8 m, lll +), via dei primi salitori, oppure si obliqua verso ds. (pass. Ill). Facili rocce portano in vetta (120 m, Il).


Relazione tratta dalla guida GAP

  • alt. m. 375
  • ore 3,30
  • Difficile (un pass. IV sup.)
  • alt. m. 375
  • C. Perini - M.Calibani (GAP Ascoli), c. c. alt., 16 luglio 1959

La via si svolge tra la via del camino e la Direttissima.
Attacco posto 50 m. a d. di quello della via del camino, nel canale delimitante a sin. una enorme pancia di roccia, chiamata, per la sua forma caratteristica, il fiasco.
Su per il canale 30 m. (II). Lo si abbandona per salire in parete sulla sin. 18 m. IV). Traversata a sin. di 5 m. (III), fino a prendere un canale che conduce a una cengia (20 m. II e passo III).
A questa si può pervenire anche risalendo il canale iniziale per circa. 80 m. (II) e traversando su belle placche 15 m. a sin. in discesa (III sup.).
8egue un diedro-camino di 40 m. (III sup. continuato) che termina sotto un camino verticale fornito di lama nel fondo.
Lo si risale (1O m. IV, un passo IV sup., esposto). (Da questo punto si può deviare nella via del camino seguendo a sin. una facile cengia che porta subito sopra la canna).
Si risalgono facilmente 15 m., poi su dritti per un camino sbarrato da un masso che si supera uscendo sulla d. (10 m. III sup. e IV).
Con diminuita difficoltà per 40 m. fino ad una forcella (pass. di II).
Si traversa 2 m. a d. superando poi un corto diedro (un passo IV inf., ch. abbandonato). Diedro sulla sin. alto 35 m. (III sup.).
Su verso d., in direzione di uno spiazzo erboso (40 m., facile). Si risale quindi il successivo canale (20 m., facile) che diviene camino, sbarrato a metà da un masso 10 m., un passo di IV).
Segue un altro camino (8 m. III sup.) dopo il quale rocce facili portano dritti in vetta 120 m.

Bella e consigliabile via su roccia generalmente buona. Discesa: vedi precedente.


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