vedi flickr (www.flickr.com): Antonio Palermi Una delle vie più ripetute delle Fiamme di Pietra, molto bella, non facile e varia nonostante il modesto sviluppo. Il primo tiro è un vero calcio sui denti, il classico quinto grado su diedro un po' svaso che non sai mai come prenderlo, in compenso sempre proteggibile con dadi o friend. In alto invece placche di ottimo calcare. Peccato che finisca troppo presto. Aperta nel 1948 da Andrea Bafile "il migliore interprete abruzzese dell’alpinismo moderno" (Stanislao Pietrostefani da "Omaggio al Gran Sasso") con alcuni compagni a due anni di distanza dalla via Valeria (1946), altra via classica del Campanile Livia, anni molto prolifici per il forte alpinista aquilano che così commenta questo periodo: "Prima di annullarsi sulla Sella dei Due Corni la cresta sud-sud-est del Corno Piccolo, piegando verso ovest, si impenna bruscamente e costituisce un piccolo gruppo di guglie slanciate ed elegantissime. La roccia, ottima in rutta la cresta, raggiunge qui consistenza e purezza di linee impareggiabile. Trascurate dai pionieri perché troppo piccole, le guglie furono prese in considerazione la prima volta nel 1932, quando Domenico d'Armi e Bruno Marsilii salirono la più alta, a picco sulla Sella dei Corni e la denominarono 'Punta dei Due'.

Poco dopo un autorevole conferma della validità della salita arrivò da Giusto Gervasutti, che nel 1934 salì con Aldo Bonacossa lo sperone sud della stessa Punta e lasciò sbigottiti gli alpinisti Abruzzesi scrivendo sulla relazione: 'difficolta ̀V grado, al terzo chiodo passaggio di VI'. A me piaceva l'ultima guglia, ben individuata e separata dalle altre da una netta forcella, e risalendo il Vallone dei Ginepri avevo guardato con attenzione il camino che incide la parete sud con geometrica regolarità. In quegli anni le comunicazioni erano difficili e il Gran Sasso costituiva una barriera fra l'Aquila e Pietracamela, perciò conoscevo gli Aquilotti solo di fama, ma nell' ottobre 1944 incontrai Bruno Marsilii che era all'Aquila in servizio militare. Anche a lui piaceva la mia guglia, e benché non avessimo arrampicato da oltre un anno, fissammo un appuntamento alla Sella dei Due Corni per la settimana successiva. Bruno sarebbe giunto da Pietracamela ove andava in quei giorni per una breve licenza. Un amico volle accompagnarmi e fummo puntuali dopo venti chilometri di strada percorsi su una sola bicicletta e duemila metri di dislivello.
Il versante nord era già innevato e la roccia era fredda, ma la salita fu splendida, e superato un lieve disagio iniziale, ci sembrò di aver arrampicato insieme da sempre.
La guglia fu denominata 'Campanile Livia Garbrecht' a ricordo della giovane alpinista romana caduta l'anno precedente sulla Vetta Centrale del Corno Grande e Bruno propose di chiamare l'intero gruppo di guglie 'Le Fiamme di Pietra', denominazione felice, poi divenuta ufficiale."

Avvicinamento e Attacco

Dalla Sella dei Due Corni si scende nel Vallone dei Ginepri. L'attacco e sulla verticale di un netto diedro.

Relazione (tratta dalla guida di Luca Grazzini)

  • 1) Si sale una fessura a sinistra di un blocco sporgente (20 m, V- tratto V+, sasso incastrato e ch., utile un dado o friend medio-piccolo; sosta su terrazzo con 2 ch. e spit)
  • 2) Si sale la rampa obliqua a destra (ch.) fino a un terrazzo (IV-, sosta possibile su catena e fix), si salgono 2 m, poi in obliquo a sinistra si entra in un diedro che (ch.) porta a una sosta con fittone e spuntone (30 m, IV).
  • 3) Si entra a sinistra in un diedro-fessura che porta a un terrazzo obliquo a destra, ci si sposta a destra (2 ch., sosta possibile) si sale brevemente finché una fessura non riporta a sinistra sullo spigolo che si sale anch’esso lungo una fessura (ch.), più facilmente in cima (30 m, tratto IV+)

Discesa

Una doppia dalla cima della guglia fino ad un canale quindi a piedi fino alla base


Schizzo della via dei Triestini

Dati tecnici

  • Aperta da Guglielmo Del Vecchio, Piero Zaccaria e Andrea Bafile, 27 settembre 1948
  • Prima solitaria (salita e discesa): Pierluigi Bini, 15 settembre 1979
  • Sviluppo: 100 m
  • Difficoltà/Impegno: V+/D
  • Esposizione: sud
  • Materiale necessario: normale dotazione alpinistica, utili friend medio-grandi

Immagini

Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini
Alpinismo Gran Sasso - via dei Triestini

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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